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Cos'è il P.A.E.S. ossia il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile?

Superata la prima fase relativa all’adesione formale al <Patto dei Sindaci>, ogni ente locale adotta il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (PAES), documento programmatico per descrivere il percorso e le azioni che le singole città seguiranno da qui al 2020 per ridurre le proprie emissioni di gas climalteranti. Diverse Regioni e Province stanno mettendo in sinergia le proprie attività proprio al fine di convogliare risorse economiche derivanti, ad esempio dai Fondi Strutturali, verso azioni propedeutiche all’attuazione del Patto dei Sindaci. A livello europeo, è possibile accedere a delle risorse finanziarie attraverso il Fondo ELENA gestito dalla Banca Europei degli Investimenti (BEI) e il bando comunitario Energia Intelligente per l’Europa (EIE).

Nel dettaglio, il PAES si compone di tre parti ben distinte:

1) una prima parte riguarda la creazione di una strategia generale del singolo Comune (o di gruppi di Comuni associati allo stesso PAES) con l’identificazione di adeguate strutture amministrative all’interno dei singoli Comuni. Si identifica, quindi, una “visione” a lungo termine su scala locale e territoriale, individuando il target di riduzione al 2020 e le azioni prioritarie da perseguire. Per quanto riguarda il target di riduzione delle emissioni, esso può essere calcolato in valori assoluti o pro-capite, cioè per numero di abitanti. Nella visione di lungo termine saranno evidenziate le aree prioritarie di azione, le tendenze in atto e le principali opportunità. Fondamentale risulterà la macchina amministrativa che governerà tale processo, la scelta quindi di un’adeguata struttura con adeguate risorse umane e finanziarie, incluse quelle necessarie per il monitoraggio relativo all’implementazione del PAES.

2) una seconda parte riguarda l’analisi dello stato dell’arte in termini di emissioni, cioè la preparazione dell’inventario delle emissioni della città nell’anno base di riferimento. Per poter infatti agire sulla riduzione del 20% delle emissioni di CO2 è necessario conoscere la situazione di partenza e quindi sapere qual è il livello di emissioni della città nel cosiddetto anno base. Anno base che stabilito al 2005, in linea con le indicazioni della stessa Unione Europea. In questa fase risulta determinante la disponibilità di dati sui consumi energetici finali per ogni settore individuato per poi convertirli in valori di emissione di CO2. L’approccio metodologico consigliato è quello standard adottato dall’IPCC anche se alcune città proveranno a confrontarsi con strumenti metodologici più raffinati quali quello relativo al Life Cycle Assessment (LCA). Successivamente, si analizza il trend delle emissioni da qui al 2020 al fine di stimare le emissioni attese per il 2020 e programmare quindi le azioni di riduzioni in sintonia con lo sviluppo della città. Infine, in questa fase si analizza anche la produzione di energia a livello locale, in particolare valorizzando gli impianti a fonte di energia rinnovabile. I settori principali sui quali si porrà l’attenzione saranno quelli relativi agli edifici, strutture e industrie locali, nonché quello dei trasporti, sia pubblici che privati.

3) la terza fase riguarda l’individuazione dei settori sui quali intervenire e, quindi, le azioni da mettere in campo per tipologia e fonte di energia utilizzata. Il consumo di energia riguarda tutti i settori del nostro vivere quotidiano nelle città: trasporti, residenziale, piccola e media industria, agricoltura, terziario e, al loro interno, la tipologia di energia utilizzata (termica, elettrica, carburanti) e la fonte di provenienza (fossile o rinnovabile). Questa fase deve veder coinvolta la società civile al fine di condividere insieme le scelte strategiche per lo sviluppo sostenibile della città.

Una volta redatto il PAES, sarà pianificata un’azione di monitoraggio al fine di verificare che le azioni contemplate siano effettivamente attuate. Ogni due anni sarà predisposto un Rapporto che il singolo Comune dovrà inviare alla Commissione Europea.

Il Comune di Alzano Lombardo ha adottato il proprio Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile nell'anno 2011, giusta la deliberazione del Consiglio Comunale n° 32 del 24 novembre 2011, esecutiva a norma di legge.

Il Comune di Alzano Lombardo ha aderito al Protocollo d'Intesa "Green Line - Sviluppo della Mobilità Sostenibile in Provincia di Bergamo" che coinvolge i Comuni di Albino, Alzano Lombardo, Gorle, Nembro, Pradalunga, Ranica e Villa di Serio finalizzato allo sviluppo della mobilità elettrica sul territorio e la creazione di una rete pubblica di stazioni di eco-ricarica.

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