IL FALCO, IL LUPO E LA RANA

Un giorno d’ autunno il branco di lupi che occupavano una vastissima parte di bosco pieno di animaletti indifesi da mangiare, tenne una riunione, durante la quale si sceglievano i cuccioli più adatti al branco essendo un gruppo dilupi forti e selezionati scrupolosamente: gli inadatti dovevano solo andarsene al più presto. Per decidere i cuccioli si allenavano duramente e si valutavano le loro possibilità. Nokor, il lupo in questione, era troppo gracile e magro per essere un guerriero, quindi venne al più presto esiliato. Durante il periodo nel branco si dedicò agli studi per poter passare il tempo. Quando uscì definitivamente cercò di trovare un rifugio, ma nel suo viaggio incontrò una apparentemente simpatica ranocchia che gli disse che in molti anni era riuscita a costruire una casa e sarebbe stata molto felice se avrebbe potuto condividerla con qualcuno. La ranocchia con il suo sguardo lanciò un occhiata al lupo che subito capì che se voleva viverci prima di accettare doveva promettere di non mangiarlo, ferirlo, o toccarlo, in alcun modo. Nokor accettò e per strada i due si raccontarono la loro vita, gli eventi più significativi di essa per poter aprire un dialogo e soprattutto per conoscersi. Stavano camminando, quando all’ improvviso la rana, che disse di chiamarsi Ermes, esclamò: <<Siamo arrivati! Eccoci qui>>. Il lupo rimase sbalordito. Pur essendo solo una rana viveva in una specie di castello, una costruzione enorme che eguagliava una villa. Capì solo in quel momento il perché voleva un inquilino, qualcuno con cui passare anche solo pochi minuti a parlare e a farsi compagnia. Il vero problema cui pensava Nokor era cosa dovesse fare per guadagnarsi il cibo. La ranocchia mangiava solo mosche e da quanto aveva detto durante il viaggio, era figlio del re e quindi aveva tutti i privilegi ma si era staccato dalla casa reale per inseguire il suo sogno, da lei chiamato ‘innominabile’ perché non lo voleva svelare. Nokor era di scelta vegetariano perché voleva essere del tutto diverso dai suoi compagni e in questo modo staccarsi dalla società. Decise allora di trovarsi un lavoretto alla corte del re. Ermes lo raccomandò a suo padre che lo prese come guardia reale essendo molto più grosso di tutte le rane, ma quasi subito lo incaricarono di compiti speciali studiati appositamente per lui. Il lupo sapeva benissimo che le sue doti e le sue capacità non venivano sfruttate per niente ma per il momento si accontentò. Dopo svariati giorni il re decise di far addestrare Nokor in modo da proteggere in eventuali casi il suo regno. Lo mandò da un falco che viveva nella periferia della città delle rane: egli era un esperto in velocità, in forza e in resistenza. A seguito dell’allenamento intensivo, nessuno lo riconosceva più: era diventato grosso e muscoloso con una voglia matta di ritornare al suo branco per poter far vedere cosa poteva dare. Appena arrivò il momento giusto, se ne andò via dalla città delle rane e andò a sfidare il capo-branco. Appena arrivò, nessuno lo riconobbe ma Ermes che lo aveva seguito gli ricordò la sua identità, urlando con la sua irritante vocina stridula. Nokos in quel momento si sentì potentissimo, combatté con tenacia e coraggio finché sconfisse il capo dei lupi. Messolo in fuga, fu applaudito e salutato come nuovo capo branco. Al suo fianco però non volle un lupo, bensì la sua amica rana, che lo aveva aiutato tanto a raggiungere quel traguardo. Proprio grazie ai suoi saggi consigli,  Nokos riuscì sempre a regnare con giustizia.

versione in francese

Une journée d'automne dans un troupeau qui avait territoires luxuriants et pleins d' animaux, il y avait une réunion des loups pour décider qui devait rester. Le loup très mince et érudit fut immédiatement exclu de sa meute. Il fut donc obligé de s’en aller en exile. Pendant le voyage à la recherche d'une nouvelle maison, il trouva un nouvel ami, une grenouille qui l'aida en lui offrant un endroit pour dormir dans sa maison. Ermes était le fils du roi de la ville des grenouilles. Après quelques jours passés à penser à ce qu'il fallait faire, il décida de travailler pour le roi. Le roi des grenouilles, lui accorda la protection de la ville et des missions spéciales.
Pour ces missions spéciales il avait besoin d'une préparation physique adéquate et alors la grenouille l'envoya chez le faucon, qui en quelques jours de formation spéciale le transforma en héros. Ayant cultivé, pendant cette période, un désir de vengeance contre les loups qui l’avaient chassé il retourna chez lui et se mit à prendre la place du chef de la meute, afin de montrer ses compétences qui avaient été sous-évaluées. Une fois regagnée sa dignité, le loup proclama la grenouille son meilleur ami et ils vécurent heureux pour toujours.

Racconto di Ghilardi Anna (scarica il pdf del pannello)