classe 1E Scuola secondaria di 1° grado di Nese

anno scolastico 2013/2014

C'ERA UNA VOLTA, NEI BOSCHI DI MONTE DI NESE, UN BRANCO DI LUPI.

In quel tempo i lupi erano gli animali più furbi e non le volpi. Tutto cambiò una notte di luna piena.
Quella notte  l'unica cosa che illuminava quella foresta umida e buia era la luna  tondeggiante che, pur essendo così grande, non degnava di un minimo sguardo gli  abitanti della montagna.


I lupi erano gli unici tra i pochi abitanti a vivere nel lusso, mentre le loro schiavette volpi, che erano ingenue e non sapevano dire bugie, dovevano subire le loro angherie e le loro prese in giro.  O meglio, tutto questo successe, finchè non arrivò Furbetta, una volpina resa schiava anche lei dalla furbizia dei lupi,  soprannominati "i rivali".
Questo nostra piccola eroina divenne molto importante nella storia delle volpi, per i motivi che vi racconterò, e per tutte le generazioni a venire i  lupi non si sarebbero dati pace finchè ogni suo discendente non fosse morto per zampa di un lupo.


Ma ora vi racconterò cosa avvenne.
Nella famosa notte di luna piena di cui vi ho già accennato nacque Furbetta, una bellissima volpina fulva, molto molto furba.
Un giorno come tanti altri, mentre tutte le povere volpi lavoravano sotto il comando dei lupi, la volpina, che era costretta andare in giro a raccogliere dei legnetti per accendere il fuoco e riscaldare tutti i lupi, stufa di tutti i maltrattamenti dei suoi superiori decise di invertire i ruoli dei lupi e delle volpi.


Ma le altre volpi schiave erano troppo stupide e non sarebbero mai riuscite a superare la furbizia dei rivali. Così decise che sarebbe stata lei a superare l' astuzia dei lupi con la speranza che man mano i suoi figli ed i figli dei suoi figli avrebbero ereditato questa sua dote.
Il suo scopo era quello di vincere una di quelle sfide di intelligenza nelle quali fino ad allora i lupi erano imbattibili e che utilizzavano per decidere chi sarebbe stato il capo branco.  Furbetta si sentiva sicura di poterli battere, doveva vincere,  poteva vincere, sognava di vincere.
Riuscì ad iscriversi al concorso perché i lupi si sentivano tanto sicuri di sé stessi che la ignorarono. Quella mattina sarebbe stato  il giorno decisivo, il giorno in cui avrebbe dimostrato il suo valore. Il gioco iniziò. Furbetta era eccitatissima non solo sarebbe passata alla storia, ma avrebbe sottratto dalle loro pene  tutte le volpi. La sfida iniziò e la piccina  riuscì' ad  arrivare nelle finali e...indovinante chi vinse?


No, avete sbagliato, Furbetta perse.
Non ci credete?
Invece dovete crederci.
Furbetta perse. E non fu' la sua vittoria a renderla leggendaria, ma il suo coraggio.
La volpina fu così amareggiata della sconfitta che investigò e scopri di essere stata ingannata: il lupo che aveva vinto sapeva in anticipo domande e risposte. Andò su tutte le furie e decise di vendicarsi. Furtivamente, di notte, quando tutti dormivano, tranne le volpi che erano impiegate nei lavori più faticosi, Furbetta si intrufolò nella tana del capo vincitore e prese il foglietto che provava che il lupo aveva imbrogliato e lo portò alla giuria, che era composta dagli animali più saggi del bosco: un gufo, una rana, un capriolo, un tasso, un tritone ed una vecchia salamandra. Questi, saputo l’accaduto, condannarono i lupi a sostituire le volpi nei loro lavori. Da quel momento tutte le volpi discendenti di Furbetta diventarono scaltre ed intelligenti … e la furbizia gli era molto utile, perché, essendo pigre, dovevano trovare il modo di far svolgere i loro lavori ad altri animali, soprattutto ai lupi.
E da quel momento le volpi diventarono sempre piu' pigre e di conseguenza piu' furbe e i lupi diventarono più forti, affamati e poco affidabili.

Racconto di Gavazzi Valentina (scarica il pdf del pannello)