La base cartografica sulla quale sono tracciati i percorsi è tratta dalla Carta escursionistica della Provincia di Bergamo, su autorizzazione della stessa Provincia (copyright).

Indicato in pianta con il colore rosso, è il percorso più lungo: mt. 9.800, con un tempo di percorrenza secondo le tabelle CAI di circa h. 3.40, presenta un discreto dislivello pari a circa 640 mt.

ATTENZIONE LA NUOVA SEGNALETICA È STATA POSIZIONATA SUL POSTO, MA SOLO LUNGO I PERCORSI AD ANELLO (PER INFORMAZIONI).

L’itinerario, costituito da alcuni tratti dei sentieri C.A.I. n. 531, 532, 540A e 533, risulta estremamente interessante ed appagante, sia per la particolarità del paesaggio, tipico dei monti e degli altopiani calcarei, sia per la valenza  geologica; lambendo il Monte Cavallo, che nei periodi Cretacico e Giurassico costituiva un’ altura sottomarina.

 


Il senso di percorrenza proposto dell’itinerario è quello orario, che permette di affrontare in salita i tratti un poco più impegnativi, soprattutto se viene percorso con bambini al seguito.

INDICAZIONI dei PERCORSI ad ANELLO

La partenza è da via Fornaci alla Busa di Nese (quota s.l.m. mt 336), all’incrocio con via Fratelli Coria (primo tratto del sentiero 531 CAI) in prossimità di un piccolo parcheggio e di una santella (v. foto).

Si sale lungo il 531 CAI, fino a 10 minuti dall’abitato del “Burro”  e si toccano in successione:

- (tramite il 532), il caratteristico borgo di Olera (mt. 530 s.l.m.);

- (lungo il 540a) la sella del Canto Basso (mt. 900 s.l.m.), ampia finestra su Poscante, la Val Brembana e le Orobie;

- (tramite il 533) il Monte di Nese (mt. 800 s.l.m.), da cui si può godere di una splendida veduta sulla Val Seriana.

Infine si torna al punto di partenza tramite il 531 in discesa.

ACQUA LUNGO IL PERCORSO nei pressi della chiesa di Monte di Nese (o con piccola deviazione, seguendo il 532, dietro la chiesa parrocchiale di Olera)

L’itinerario risulta estremamente interessante ed appagante, sia per la particolarità del paesaggio, tipico dei monti e degli altopiani calcarei, sia per la valenza  geologica; lambendo il Monte Cavallo, che nei periodi Cretacico e Giurassico costituiva un’ altura sottomarina.

Il percorso è per buona parte costellato da numerose santelle, testimonianza della devozione popolare e della cultura contadina nostrana, di cui è ulteriore esempio la chiesetta di S. Rocco (nella foto), eretta nell’ultimo ventennio del ’400, a protezione dalle epidemie di peste, flagello di quel secolo e di quello successivo.

LE ROCCE E LA LORO STORIA

Tutte le rocce del territorio montano di Alzano Lombardo, sono di origine sedimentaria marina, ovvero, formate per deposizione di fanghi calcareo-dolomitici e di parti di organismi.

La storia di questo mare, nel quale le cime i monti e le colline locali erano immerse, può essere così riassunta :

- Triassico superiore (circa 210 milioni di anni fa): il mare era poco profondo, limpido e caldo, presentava “piattaforme carbonatiche”, con lagune nelle quali si depositarono le rocce dolomitiche costituite da carbonato doppio di calcio e magnesio. In certe zone abbondava il quarzo. Tutta la zona ad est della Chiesina della Forcella del Monte di Nese (Spiazzi di Monte di Nese, Monte Filaressa, Monte Costone, Monte Corna Bianca, Valle Formica, Monte Podona).

- Sul finire del Triassico: il mare divenne più profondo e torbido, per la presenza di grandi quantità di fanghi terrigeni, portando alla formazione di rocce argillose ( conca tra Brumano e Burro, parte dell’altopiano di Monte di Nese , località “Colletto” e “Fontanelli”).

- Alla fine del Triassico e durante il successivo periodo Giurassico (tra 200 e 130 milioni di anni fa) il territorio bergamasco sprofondò, il mare divenne profondo migliaia di metri. La velocità di sprofondamento non fu uniforme e si vennero a creare "fosse" e "dorsali". Il territorio di Alzano si trovava in un’area elevata, culminante nella zona del Monte Cavallo. Sul fondo del mare si deposero vari tipi di sedimenti, che diedero origine a due tipi di rocce:

1) rocce calcaree: costituite prevalentemente da carbonato di calcio e poca  selce ( Canto Alto, Monte Cavallo, quasi tutto l’altopiano del Monte di Nese a sud della val Porla, il Monte Colletto, il Pizzo ed i Corni di Lonno).

2) rocce silicee: costituite soprattutto da selce. Affiorano lungo una stretta fascia che interessa la Val Luio (dal Monte Bastia alla vetta del Monte Ganda), il margine sud della cava della Busa di Nese, le pendici meridionali del Monte Colletto.

 

ROCCE, PAESAGGIO E VEGETAZIONE

I tipi di roccia, in relazione alla loro resistenza all’erosione e alla loro composizione chimica, condizionano profondamente il paesaggio e la vegetazione. Nel territorio montano alzanese si possono distinguere i seguenti tipi di paesaggio:

1) Il paesaggio dolomitico tipico (Monte Costone, Valle Formica, Monte Podona, Val Belbier).(nella foto: panorama dal Monte Costone al Monte Podona)

 

Le rocce dolomitiche ( v.di sito scheda relativa a dolimia e dolomite) sono molto resistenti all’erosione, si sgretolano lentamente originando suoli poco profondi. L’abbondanza di fratture nella roccia ne accresce la permeabilità , e per tale ragione il paesaggio, è arido; i pendii sono scoscesi e rupestri; i suoli poco profondi, tanto da non fornire acqua sufficiente per la crescita di un albero. La vegetazione in queste zone è caratterizzata da praterie "magre", da boscaglie (di carpino nero e orniello) e da arbusteti (con pero corvino, ramno dei sassi, cotognastro e ginestre), nonché boschi, confinati nelle zone più umide presso il fondovalle (esempio: Valle Formica). La scarsa copertura delle chiome degli alberi, permette alla luce di raggiungere il sottobosco, favorendo lo sviluppo delle specie erbacee della prateria. Data l’abbondanza di luce, le fioriture sono distribuite durante tutte le stagioni dell’anno e sono molto ricche. Il suolo, a causa del suo elevato contenuto in calcio e magnesio (che provengono dalla lenta disgregazione della roccia dolomitica), consente, esclusivamente  la presenza di piante erbacee immuni a questi elementi( v.di sito scheda relativa  le rocce e il suolo).

2)Il paesaggio degli altopiani su roccia dolomitica (sentiero n. 531)

(Spiazzi - Castello di Monte di Nese e versante sud del Monte Filaressa; Salmezza; Corna Bianca; Stalle Fop)(nella foto Versante sud della Filaressa visto dagli Spiazzi)

Questi altopiani , quasi pianeggianti e con suoli profondi e fertili, testimoniano la presenza, un tempo lontano,  di un clima più caldo ed umido dell’attuale. In tali condizioni, la roccia dolomitica, anche se dura, perse tutti i carbonati , lasciando sul posto solo un residuo” insolubile di minerali di ferro e alluminio, trasformatisi in suoli argillosi di colore rosso ("Terra Rossa"), all’interno dei quali è possibile rinvenire cristalli di quarzo (Spiazzi di Monte di Nese, zona della Corna Piatta e del Castello).

3)Il paesaggio dei monti e degli altopiani calcarei (sentiero n. 540, n. 540A e n. 533)

(Monte Cavallo, Canto Alto, Monte di Nese a sud della Val Porla, Monte Colletto, Pizzo e Corni di Lonno).(nella foto dal Canto Alto al monte Colletto con al centro Olera)

Le rocce di queste zone sono costituite prevalentemente da calcare (poco friabile) o argillite (molto friabile) e pertanto presentano una resistenza all’erosione molto variabile. Dove affiorano le rocce friabili, si trovano conche o altopiani pianeggianti (Brumano-Botta; Burro-Pisaròta), mentre i calcari puri, molto più resistenti, caratterizzano i maggiori rilievi (Canto Alto, Monte Cavallo, Monte Colletto, Pizzo e Corni di Lonno), le cui vette sono costituite da rocce bianche o grigio-chiare (il colore chiaro è spesso caratteristico dei calcari puri, più resistenti).

La cima del Monte del Cavallo, è costituita da un calcare bianco candido detto “maiolica”, si presenta  in forma spianata, in quanto gli strati quasi orizzontali, così si deposero sul fondo del mare circa 130 milioni di anni fa.

Oltre che dal tipo di roccia, la vegetazione di queste zone è influenzata dall’esposizione al sole. Sui versanti soleggiati dei monti Cavallo e Canto Alto, troviamo boschi di roverella e carpino nero mentre  sui versanti in ombra, frassino maggiore, acero montano, sorbo montano, nocciolo e  faggio.

 

4)Il paesaggio dei monti silicei

(Monte Ganda, Monte Bastia)

Nel territorio alzanese, il “paesaggio dei monti silicei”, interessa la sola Val Luio (nella foto con vista da Lonno tra il Monte Bastia a sinistra e il Monte Ganda a destra), Queste rocce, costituite soprattutto da selce (Si02 in varie forme), sono povere dei minerali carbonatici e sgretolandosi, originano suoli privi di carbonati su cui crescono rigogliosi i castagneti e i betulleti, nonché le brughiere a brugo, felce aquilina e pioppo tremolo. Questo ambiente, è particolarmente significativo anche per la ricchezza di funghi ( v.di sito scheda relativa alle rocce e il suolo).