LA NOSTRA FORESTA

Buona parte del continente europeo, bacino del Mediterraneo incluso, fa parte della fascia climatica detta “temperata”. Questa fascia climatica è caratterizzata da precipitazioni frequenti, inverni freddi ed estati calde, con scarsissimi fenomeni importanti di disturbo, quali incendi su larga scala (di origine naturale, ovviamente) e uragani.
Nel corso dei millenni, queste condizioni climatiche hanno permesso il diffondersi di un certo tipo di piante e hanno impedito la diffusione di altre, portando alla formazione della foresta decidua temperata. Si tratta di un tipo di foresta mista, in cui sono presenti sia piante con fiori che conifere, ma è globalmente dominata dalla famiglia delle Fagaceae. In questa famiglia possiamo trovare molte delle piante che dominano e caratterizzano i nostri paesaggi, come castagni e, soprattutto, faggi e querce. Queste ultime due piante sono talmente diffuse da dare vita rispettivamente a faggete e quercete miste, cioè a foreste in cui costituiscano la maggior parte degli alberi. Altre piante tipiche della foresta decidua temperata sono gli aceri, i frassini, i carpini, i tigli e gli olmi. Naturalmente la frequenza con cui possiamo trovare queste piante dipende dalle specifiche condizioni locali, come altitudine, umidità, tipo di suolo, esposizione alla luce solare e così via.
La definizione “decidua” deriva dalla perdita delle foglie in autunno/inverno. Naturalmente le conifere (come abeti e pini) non sono interessate da questo fenomeno, tuttavia sono meno diffuse rispetto alle piante caducifoglie. La caduta delle foglie genera una grandissima quantità di biomassa, che in parte viene utilizzata come nutrimento da parte di erbivori, ma principalmente subisce l’azione dei microorganismi detritivori (cioè quegli organismi, come per esempio i batteri, che decompongono la materia organica). Grazie anche alle frequenti precipitazioni, la biomassa costituita dalle foglie cadute sparisce in breve tempo.
Ovviamente, la foresta non è solo il luogo dove crescono le piante. Certo, all’interno di una foresta vivono alberi, piante erbacee, fiori, ma anche molti animali, dagli erbivori ai carnivori e ai decompositori. Tutte le specie, animali e vegetali, contribuiscono alla creazione e al mantenimento di un habitat, particolare e complesso, dotato dei suoi specifici equilibri e delle sue dinamiche, che si possono riassumere all’interno della cosiddetta catena alimentare. Ogni specie ha il suo ruolo e la sua nicchia ecologica e il loro insieme costituisce un mosaico che necessita di tutti i suoi tasselli per sopravvivere: la perdita di uno solo di essi mette in pericolo tutti gli altri. Dalla presenza delle querce, per esempio, dipende la vita di insetti come il cerambice della quercia o il cervo volante, i quali sfruttano queste piante come risorsa principale e habitat.