Il suolo della zona montana di Alzano Lombardo è costituito prevalentemente da dolomia, una roccia formata dal minerale dolomite. La dolomia è molto dura e si sgretola con difficoltà, formando un suolo poco profondo e poco adatto alla vita di grandi alberi, perché non può immagazzinare molta acqua. Queste condizioni hanno favorito la diffusione di alcune piante dotate di caratteristiche molto particolari, in grado di sopravvivere in un suolo con alte concentrazioni di calcio e magnesio (contenuti nella dolomite) e che richiedono un suolo asciutto. Tra queste piante troviamo il carpino nero e l’orniello, due arbusti perfettamente adattati al suolo calcareo e secco della dolomia, e laddove il terreno è abbastanza profondo, la roverella.
Ci sono però altri tipi di suoli nella nostra zona, le Terre Rosse e gli isolati monti silicei.
Le Terre Rosse si sono formate in un periodo in cui il clima del territorio era molto più umido e le foreste erano molto più rigogliose. Queste condizioni accelerarono il naturale degrado della dolomia, che man mano perdeva tutti i carbonati che la componevano, lasciando unicamente cristalli di quarzo e minerali insolubili di ferro e alluminio. Col passare del tempo, questi minerali si sono trasformati in un suolo argilloso. Queste Terre si trovano solitamente in conche o altopiani e sono molto più fertili dei terreni dolomitici, essendo più profonde e trattenendo una maggior quantità d’acqua. Di conseguenza, in questi terreni si sono diffuse piante diverse rispetto ai suoli dolomitici, come per esempio la betulla, il castagno e la rovere.
I monti silicei sono presenti unicamente nella Val Luio e, dal punto di vista chimico, sono molto differenti dai monti dolomitici. Questi monti sono costituiti da selce, una roccia che contiene silicio e ossigeno, invece che carbonio e ossigeno come i calcari. Per questo motivo, la vegetazione che vi cresce sopra è anche molto differente da quella dei suoli dolomitici ed  è composta da betulla, brugo, castagno, felce aquilina e pioppo tremolo.