salamandra pezzata

La salamandra pezzata (Salamandra salamandra) è un anfibio urodelo (cioè “dotato di coda”), dalla caratteristica colorazione nera a macchie gialle. Può raggiungere dimensioni notevoli: fino a 20 cm, soprattutto nel caso delle femmine. È un animale che abita i boschi decidui, in particolare quelli formati da faggi o castagni, di cui le nostre zone sono ricche. In qualità di anfibio, necessita della presenza di una fonte d’acqua, sia naturale che artificiale ma, essendo una specie estremamente delicata, essa deve avere delle particolari caratteristiche: la corrente non deve essere forte, deve essere morfologicamente ben conservata, devono essere presenti molte anse o anfratti e l’acqua deve essere il meno inquinata possibile. La necessità di un habitat così particolare, fa sì che la salamandra sia considerata un bioindicatore della qualità del territorio in cui vive.
Le salamandre sono attive quasi unicamente nel periodo notturno, quando soffrono di meno la disidratazione. Si muovono di giorno solo in caso di pioggia. La loro pigmentazione serve a dissuadere eventuali predatori, che la identificano come un animale velenoso. In effetti, le salamandre ricoprono la propria pelle con un muco battericida, che le rende assolutamente inappetibili ma non particolarmente velenose. Come altri anfibi, la salamandra attraversa una fase larvale e poi mista prima di passare alla fase adulta. I girini di salamandra sono dotati di quattro arti ben sviluppati e branchie e, come gli adulti, si nutrono di invertebrati, tra cui larve d’insetto, millepiedi e piccoli crostacei. A seconda della latitudine in cui vivono, le salamandre possono o meno andare in letargo. In Italia restano attive anche durante l’inverno, prediligendo i mesi umidi e non troppo caldi di primavera e autunno.
Di natura schiva, è molto difficile avvistarne una. Questa loro riservatezza le pone al riparo da pericoli diretti, tuttavia l’inquinamento delle acque e la deforestazione stanno lentamente erodendo i loro habitat, per cui sono considerate a rischio minimo d’estinzione. In passato le salamandre erano oggetto di alcune credenze bizzarre, tra cui la diffusa e assolutamente errata credenza secondo cui fosse in grado di vivere anche in mezzo al fuoco. Niente di più sbagliato, per un animale che soffre tremendamente la disidratazione!