tritone crestato

Il tritone crestato italiano (Triturus carnifex), affine al tritone crestato vero e proprio (Triturus cristatus), è un anfibio caudato appartenente alla famiglia delle Salamandridae. Come il nome suggerisce, lo si trova comunemente in Italia, tuttavia è diffuso anche in Austria, Germania meridionale, Svizzera e nei Balcani. Le femmine di questa specie, solitamente più grandi dei maschi, possono quasi raggiungere i 20 cm di lunghezza. Deve il suo nome ad una piccola cresta che gli cresce sul dorso, ben individuabile soprattutto quando è colorata di giallo. La pigmentazione della pelle del tritone crestato infatti è completamente nera e, similmente a quella delle salamandre, è ricoperta da uno strato di muco protettivo. Attraverso la propria pelle questo tritone “respira” circa il 75% dell’aria di cui necessita; inoltre è sempre tramite la pelle che assorbe tutta l’acqua di cui ha bisogno. Tuttavia la pelle è anche un punto debole del tritone crestato: a causa della sua permeabilità soffre moltissimo la disidratazione per traspirazione e se l’ambiente in cui vive è inquinato, tende ad assorbire anche gli agenti inquinanti assieme all’acqua e all’aria.
Si nutre principalmente di invertebrati, quindi insetti e molluschi, tuttavia è un vorace divoratore anche di girini di rana e, occasionalmente, delle proprie uova! L’accoppiamento avviene sul finire dell’autunno, in zone di acqua ferma o debolmente mossa, indipendentemente dal fatto che siano naturali o artificiali. Quando non è in acqua, trascorre la maggior parte del suo tempo in rifugi umidi e freschi, come tronchi scavati o tane sotterranee, per difendersi dalla disidratazione.
La presenza dei tritoni crestati indica un buono stato di salute dell’ambiente, sia dal punto di vista biochimico che strutturale. Oltre all’inquinamento infatti, questa specie è danneggiata dalla frammentazione degli habitat naturali e dal loro degrado. Il tritone crestato è considerato a rischio minimo d’estinzione e fa parte delle specie protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE.